domenica 9 agosto 2026

Mostra "Antonio e Livio Pascolo. Artisti della medaglia" e intitolazione di un piazzale in Carnia

 

In occasione dell’intitolazione del piazzale limitrofo alla stazione ferroviaria di Carnia ai fratelli Pascolo, l’associazione Amici di Venzone, a distanza di dieci anni, ripropone la mostra dedicata ai due artisti della medaglia. 

La mostra, patrocinata dal Comune di Venzone, verrà inaugurata sabato 22 agosto 2026, alle ore 17.00. 

L’esposizione, ospitata nel salone del Palazzo Comunale di Venzone, sarà visitabile domenica 23 e dal 28 al 30 agosto 2026, dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00. 

La cerimonia di intitolazione del piazzale ai fratelli Pascolo si terrà sabato 29 agosto, alle ore 11.00, in Carnia.

 


sabato 1 agosto 2026

 Sulla pagina "risorse" del Sito dell'Associazione, è stato aggiunto il documento

MIRO GURGE "30 volontari sulle morene del Tagliamento" (formato pdf) 

riportante i contenuti della mostra.

Alleghiamo qualche fotografia dell'evento inaugurale.



  

mercoledì 1 luglio 2026

Mostra "30 volontari sulle morene del Tagliamento"

Venerdì 10 luglio 2026, alle ore 17.30, verrà inaugurata la mostra documentaria “30 volontari sulle morene del Tagliamento, per la salvaguardia delle Chiese votive colpite dai terremoti del ‘76”, promossa dall’Associazione Amici di Venzone, con il patrocinio del Comune di Venzone dell’Ente Friuli nel Mondo. 

La mostra, ospitata nelle sale del Palazzo Orgnani-Martina a Venzone, sarà visitabile dall’11 al 26 luglio, tuti i giorni dalle 10.00 alle 18.00. 

 




venerdì 7 novembre 2025

Invito alla presentazione del Bollettino anni LIII - LIV

Sabato 15 novembre, alle ore 16.00, nella sala consiliare del Palazzo comunale a Venzone, l’Associazione “Amici di Venzone” presenterà il Bollettino anni LIII-LIV 2024-2025 intitolato "Lo sguardo ritrovato. Venzone com’era nelle fotografie di Donato Maiaron".

Il fondo fotografico Maiaron, donato dagli eredi all'Associazione, si compone di immagini che coprono un arco temporale di oltre trent’anni, attorno alla metà del secolo scorso, prima e dopo il terremoto, così da rappresentare una risorsa preziosa per la conservazione e la diffusione della memoria storica e culturale di Venzone.

Attraverso il confronto tra le immagini d’epoca di Donato Maiaron e di altri autori, e quelle scattate oggi, "Lo sguardo ritrovato" propone un percorso fotografico tra luoghi, edifici e monumenti di Venzone che non ci sono più o che sono diversi da com’erano.

Alla presentazione interverranno i curatori del volume, Loris Sormani e Fausto Stefanutti, e l’architetto Gianpaolo Della Marina.

 




sabato 3 maggio 2025

Il sacrificio di monsignor Lucardi

Ricollocata la targa in memoria di monsignor Faustino Lucardi, ucciso dai tedeschi il 3 maggio 1945, pochi giorni prima della liberazione di Venzone.

Presentazione in formato pdf  >>>







lunedì 3 marzo 2025

"Memoria storica per un agire dotato di senso", il lascito di Cacitti

 Intervento del nostro presidente sul Messaggero Veneto di oggi.
(cliccare sull'immagine per leggere l'articolo)



venerdì 27 settembre 2024

Carlo Kechler e la filanda di Venzone

Sabato 5 ottobre, alle ore 17.00, nella sala riunioni del Palazzo Orgnani Martina a Venzone, si terrà un incontro dedicato alla figura di Carlo Kechler e alla filanda di Venzone.

Interverranno Alessandro Kechler, pronipote di Carlo, Silvio Balloni che presenterà il suo libro "Carlo Kechler e il Friuli. Tra Risorgimento, Stato unitario e Italia liberale" e Fausto Stefanutti che ripercorrerà la storia della filanda di Venzone.

L’incontro è promosso e organizzato dall’Associazione Amici di Venzone, con il patrocinio del Comune e della Pro Loco di Venzone.

 



 

martedì 6 agosto 2024

In memoria di Miriam Calderari (1942-2024)



Per ricordare Miriam Calderari, riportiamo l'estratto del verbale dell'assemblea ordinaria. tenutasi il 4 marzo 2017, nel corso della quale le abbiamo conferito la nomina di Socia Onoraria.
 

 




Assemblea ordinaria del 4.3.2017, O.d.g. n. 7. Varie ed eventuali 


La Presidente comunica all’assemblea  che il  Consiglio Direttivo, ai sensi dell’art. 4 dello Statuto, ha deliberato la nomina a Socio Onorario di Calderari Miriam e Della Bianca mons. Giovanni Battista.

Legge quindi la motivazione della Calderari..

«Miriam Calderari, insegnante elementare, è stata la protagonista più accreditata a livello istituzionale nel lungo processo di ricostruzione di Venzone. Al rientro, alla fine dell’inverno  ‘76/77 dalla costa adriatica, ella fu uno dei soci fondatori del Comitato 19 Marzo, impegnandosi con intelligenza e passione nelle attività del Comitato, seguendo in particolare la redazione del foglio Cjase Nestre che contribuì fattivamente a diffondere nelle baraccopoli. La progressiva assunzione di un profilo politico nell’attività culturale del Comitato – profilo ineludibile in una dialettica in cui le problematiche dei beni culturali non possono venire assolutamente disgiunte da quelle più generali della convivenza civile – determinò all’interno del Comitato un serrato dibattito inteso a valutare la disponibilità di alcuni elementi di aderire alla proposta dei partiti di centro-sinistra di entrare nelle liste elettorali. Con altri tre componenti del Comitato, Miriam Calderari decise di entrare in lizza e, nelle elezioni dell’8 giugno 1980, venne eletta in Consiglio comunale ottenendo la delega di Assessore alla ricostruzione, assessorato d’importanza nevralgica nel momento dell’avvio della ricostruzione. Non è agevole cogliere tutti gli aspetti della sua attività amministrativa in un Comune non soltanto situato nel cratere del terremoto, ma ancor di più oggetto di un articolato e duro confronto tra i diversi modelli di ricostruzione proposti da enti istituzionali, università, collegi professionali, associazioni culturali: il tutto esposto al sinuoso e costante rischio delle speculazioni e delle frodi. Miriam Calderari seppe far tesoro dell’esperienza maturata al Comitato 19 Marzo, prefiggendosi un obiettivo di ricostruzione che poggiava su due elementi fondamentali: il Decreto Ministeriale che, fin dal 7 maggio1965, vincolava il centro storico di Venzone quale unità monumentale (un vincolo esistente in ben pochi altri centri d’Italia) e la Petizione popolare dell’agosto 1977 che, basandosi su quel vincolo, richiedeva a tutti gli enti deputati una tipologia di ricostruzione rispettosa della memoria storica che aveva creato nei secoli l’identità friulana. L’impegno amministrativo di Miriam Calderari si dispiegò sostanzialmente su tre direttrici tra loro strettamente connesse: una vigile attenzione alle problematiche culturali e scientifiche inerenti i principi e le modalità del restauro architettonico, promuovendo conferenze, incontri, convegni in cui si poterono liberamente discutere e mettere a confronto metodologie e risultati  acquisiti in Europa nel caso di catastrofi naturali; una sempre più significativa e autorevole presenza in ambito istituzionale, ponendosi come interlocutrice rispettata e ammirata nei confronti della Regione e, in particolare, della Segreteria Generale per il terremoto; una capillare assiduità nei cantieri della ricostruzione, non esentandosi dal promuovere la ricerca sui materiali lapidei, sugli intonaci, sulle coperture. Si potrebbe affermare che l’assessore Calderari tenesse nel suo ufficio due abiti, l’uno per la rappresentanza istituzionale, l’altro per il lavoro cantieristico. Non si può, da ultimo, sottacere l’importanza, in quegli anni di vigorosa rivendicazione del ruolo femminile nella società italiana, di un assessore donna, non emarginata nei tradizionali ruoli di responsabile dell’educazione o della cultura, ma posta nel ruolo strategico di una ricostruzione che sarebbe divenuta un modello unico in Friuli, modello a tutt’oggi ben  conosciuto e apprezzato a livello internazionale. L’opera di studio, conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico venzonese promossa con forte ingegno e diuturno impegno da Miriam Calderari rende lieto e grato dovere da parte di questa Associazione il conferimento ad ella del titolo di Socio Onorario dell’Associazione stessa».

La designazione viene sottolineata da un caloroso applauso dei presenti, al termine del quale chiede la parola la Miriam Calderari per ringraziare del gesto altamente simbolico espresso nei suoi confronti e ripercorrere brevemente i trascorsi che l’hanno vista impegnata nell’opera amministrativa post sismica.


domenica 21 aprile 2024

Ledis e Navis

 Nella sezione RISORSE delle pagine dell'Associazione, abbiamo aggiunto i documenti:


LEDIS di Pietro Bellina (formato pdf)
Conferenza del 31 agosto 2014

 

NAVIS di Pietro Bellina (formato pdf)
Conferenza del 25 aprile 2012

 


 

lunedì 6 novembre 2023

Presentazione del Bollettino LI-LII 2022-2023

 Venzone negli scritti di pre Antoni Beline

Sabato 18 novembre, alle ore 17.00, presso la sala consiliare del Palazzo comunale di Venzone, presenteremo il nostro ultimo bollettino, Venzone negli scritti di pre Antoni Beline, dedicato al prete venzonese Pietrantonio Bellina.
Interverranno l’autore, Fausto Stefanutti, Paola Fontanini, presidente dell’Associazione Amici di Venzone, don Romano Michelotti, presidente di Glesie Furlane e don Federico Grosso che ripercorrerà la vita e illustrerà il pensiero di pre Beline.

Don Bellina (pre Toni o Antoni Beline, come si firmava e voleva essere chiamato) nacque a Venzone nel 1941. A undici anni entrò in seminario e nel 1965 ricevette l’ordinazione. Dal 1968 al 1982 è stato parroco di Valle, Rivalpo e Trelli in Carnia e successivamente, e fino alla sua morte avvenuta nel 2007, di Basagliapenta, frazione di Basiliano.
Pre Beline è considerato, assieme a pre Bepo Marchet e pre Checo Placerean, uno dei protagonisti della vita culturale e religiosa del Novecento friulano. Oltre che prete, è stato uno scrittore prolifico, giornalista, traduttore (sua la traduzione in friulano dell’intera Bibbia), maestro, un intellettuale che si è speso per tutta la vita nelle battaglie culturali in cui credeva, in particolare nella difesa e nella valorizzazione dell’identità, della cultura e della lingua friulane. Con i suoi tanti scritti (decine di libri, articoli e lettere), tutti o quasi in friulano, ha dato un contributo notevole alla marilenghe, sia sotto l’aspetto quantitativo che qualitativo.

In Venzone negli scritti di pre Antoni Beline, l’autore ha raccolto, traendoli dai testi di pre Beline, gran parte dei passi nei quali egli parla di Venzone, creando, dopo averli opportunamente ordinati e contestualizzati, un percorso che inizia con l’infanzia (la famiglia, la casa, il duomo di S. Andrea Apostolo, la vocazione), passa per il seminario e l’ordinazione e termina con il terremoto e la ricostruzione. Completano il volume alcune immagini inedite e la poesia E Madone de pietât dedicata alla Pietà del duomo di Venzone.



 

 

martedì 13 giugno 2023

diploma "Bandiera Verde" in memoria di Remo Cacitti

 





BANDIERA VERDE

Friuli Venezia Giulia

Titolo: Alla memoria di Remo Cacitti (1948-2023)

Motivazione: Per il contributo decisivo dato alla esemplare ricostruzione del centro storico di Venzone e del suo Duomo trecentesco, straordinaria testimonianza di impegno, competenza e passione in difesa dei beni culturali ed artistici

Descrizione:

Qualcuno ha detto che, senza memoria, senza conoscenza del passato, non c’è futuro. Saremmo condannati a vivere un eterno presente, senza possibilità di migliorarci, prendendo insegnamento dall’esperienza. Remo Cacitti, che ci ha lasciato prematuramente lo scorso 3 marzo, la storia la insegnava. Lo ha fatto per una trentina d’anni - dal 1974 alla pensione - a Milano, dapprima all’Università Cattolica e poi alla Statale, ma ha continuato ad interessarsene, in contatto con i colleghi e i suoi vecchi allievi, fino alla fine dei suoi giorni. Si occupava di "Letteratura cristiana antica" e di "Storia del Cristianesimo antico", traduceva e analizzava testi in greco, in latino, in aramaico, ma non per questo trascurava la realtà o si sottraeva all’impegno civile, dimostrando di essere capace di immaginare il futuro.
Cacitti era originario di Caneva di Tolmezzo, dove era nato nel 1948, ma aveva vissuto in seguito a Venzone e in questa località, all'indomani dei disastrosi terremoti che colpirono il Friuli nel 1976, seppe mettere a disposizione della comunità la sua intelligenza, la sua preparazione e le sue relazioni, realizzando quello che può essere considerato un vero e proprio miracolo. Se il nostro Paese può vantare oggi, in ambito internazionale, lo straordinario esempio della ricostruzione del borgo medioevale di Venzone e del suo Duomo trecentesco - rimontato con la tecnica dell’anastilosi - lo dobbiamo anche e soprattutto ad una persona come Remo Cacitti, a chi, caparbiamente, raccolse e salvò quelle pietre che le ruspe volevano portare in discarica. Da Venzone, da quel progetto culturale che coinvolse studiosi ed esperti provenienti anche da Università straniere, scaturì la proposta di una "Carta dei Diritti dei Beni Culturali nella catastrofe”, utile in tutte le drammatiche situazioni che periodicamente si ripresentano nel nostro Paese.
Remo Cacitti è stato un intellettuale libero, con la schiena dritta, che non ha esitato a dire la sua e a prendere posizione. Per questo è stato spesso considerato un intellettuale “scomodo”. “Scomodo” lo è stato fin da studente, quando, assieme ad altri giovani “contestatori”, si impegnò per denunciare la situazione della montagna e per raccontare la storia del movimento cooperativistico nella Carnia di inizio secolo. “Scomodo” lo è stato certamente in certi ambienti ecclesiastici, che male hanno accolto anche l'uscita del libro-intervista "Inchiesta sul Cristianesimo. Come si costruisce una religione" scritto con Corrado Augias. “Scomodo” Cacitti lo è stato però soprattutto nei confronti delle istituzioni, che non esitava a rimproverare e a richiamare ai propri doveri. Emblematica la "battaglia" intrapresa all’indomani del Terremoto in Friuli e raccontata ne "Le pietre dello scandalo" (Einaudi 1980), quando, per usare parole sue, fu solo una “grande mobilitazione popolare“ ad impedire che il Duomo venisse “lasciato in rovina a tragica testimonianza della catastrofe, in una Venzone riedificata su moduli prefabbricati lungo la Pontebbana”.
Anche per questo è doveroso rendergli omaggio, tra le pietre che lo ricordano, in questa occasione.


lunedì 6 marzo 2023

Remo Cacitti, in memoriam

 
Remo 
 
da te abbiamo imparato tanto, in tanti. 
 
Grazie alla tua lucida, tenace visione, condivisa da un manipolo di coraggiosi realisti, che come te hanno saputo ricostruire l'impossibile, abitiamo il frammento sapientemente ricomposto di una rovina. 
 
Sin qui le tue parole sono state insegnamento, guida, baluardo, scudo. 
 
Da qui ce ne facciamo custodi. 
 
Lasci un'immensa eredità d'affetti, e non servirà che serbi un sasso il tuo nome, poiché lo leggiamo in ogni pietra di questa tua Venzone. 
 
Paola Fontanini
Amici di Venzone


venerdì 12 novembre 2021

Presentazione BOLLETTINO Anno 2021 e Assemblea dei Soci

Cari amici,


sono trascorsi cinquant'anni da domenica 29 agosto 1971, giorno in cui fu costituita l'associazione che ci unisce nell'affetto e nella cura per Venzone. È un traguardo non scontato, e lungo gli anni non sono mancate le difficoltà, «le trappole, gli scorni di chi crede / che la realtà sia quella che si vede», per dirla con le parole di Eugenio Montale. Il lavoro però è sempre continuato, con gli studi, le proposte culturali, il richiamo rivolto ad Amministrazioni, Enti culturali e Università per il loro coinvolgimento nella tutela di Venzone.

Del Congresso della Società Filologica Friulana che si è tenuto quest'anno a Venzone siamo stati i richiedenti, e il volume Unico Vençon 2021 è un ulteriore tassello a cui abbiamo dato, attraverso tanti nostri soci, un contributo sostanziale alla collettività che crede nella conoscenza come strumento imprescindibile del vivere civile.

Lungo i cinquant'anni è continuata la serie dei bollettini, e per celebrare questo anniversario, il modo migliore credo sia farlo more solito, studiando e promuovendo studi. Così siamo pronti a presentare la cronaca storica che Lodovico Querini, venzonese, scrisse a proposito delle vicissitudini attraversate nel 1918, L'anno dei mesi cattivi. L'edizione del volume è stata curata dal professor Giuseppe Marini di Gemona, che ha arricchito la narrazione di informazioni accurate, atte a consentire di comprendere il contesto storico e i riferimenti anche a lettori più giovani. Il diario mantiene così il suo sapore antico, ma può diventare autentica fonte di conoscenza del clima e dell'atmosfera della Venzone di cento anni or sono.

Ma non basta, questa volta la cornice di presentazione del Bollettino sarà formalmente una assemblea dei soci, perché sarà importante ritrovarci, poter festeggiare chi ci "fondati" e ancora contribuisce fattivamente alla vita dell'associazione, ricordare e omaggiare chi ci ha guidati per tanto tempo, accogliere come socio onorario chi ci ha trasmesso il lascito di tutto l'archivio fotografico di Donato Maiaron, e in fine darci appuntamento per l'inaugurazione della nostra sede che dal 2022 sarà operativa e pronta ad accogliere le attività che per il prossimo cinquantennio sapremo progettare e attuare.

Arrivederci a presto,

Paola Fontanini

 


 

L’assemblea ordinaria della nostra Associazione è indetta per domenica 28 novembre alle ore 15 .00, a Venzone, nel salone del Palazzo Municipale.
In ottemperanza alle norme vigenti, per la partecipazione è obbligatorio l'uso di mascherina e il possesso di green pass valido.
 

Questo l'ordine del giorno:

1 - Presentazione del Bollettino anno L, 2021
2 - Celebrazione dei cinquant'anni dell'Associazione
3 - Varie ed eventuali
 

Come di consueto, prima dell’inizio dell’Assemblea i sigg. Soci potranno rinnovare l’iscrizione e versare la quota annuale.