venerdì 25 ottobre 2019

Pividori Maria Rosa (Fiume 05/04/1943 - Udine 23/10/2019)



E’ mancata all’ospedale di Udine, per un male che non perdona, la rag. Maria Rosa PIVIDORI, iscritta alla nostra Associazione il 4 ottobre 2016.

Commercialista di professione, univa all’interesse artistico e culturale, una grande umanità, disponibilità e attenzione verso le persone con disabilità.  

Dimorava a Udine, in via Larga n. 33.

I funerali saranno celebrati sabato 26 ottobre, alle ore 10.30, nel duomo di Tarcento, partendo dalla Casa Funeraria Benedetto.

Al fratello Gianni, a Lidia e a tutti i famigliari le condoglianze sincere da parte della presidente Paola Fontanini con tutta l’Associazione “Amici di Venzone”.


Venzone, 25 ottobre 2019

sabato 4 maggio 2019

VENZONE 1943-45: I LUOGHI E I VOLTI DELL’OCCUPAZIONE E DELLA RESISTENZA

Martedì 14 maggio a Venzone, promossa e organizzata dall'associazione "Amici di Venzone" nell'ambito della Setemane de culture furlane, si terrà la visita guidata "Venzone 1943-45. I luoghi e i volti dell'occupazione e della Resistenza", con partenza dal piazzale delle scuole alle ore 10.30 e 17.30.

Nel corso della visita, curata e condotta da Fausto Stefanutti, verranno narrati i principali avvenimenti (l'arrivo dei tedeschi e dei cosacchi, il viaggio dei prigionieri italiani attraverso la ferrovia Pontebbana, i bombardamenti alleati, la lotta partigiana) e ricordati alcuni dei protagonisti (i ferrovieri Angelo Bardelli e Giovanni Grillo, il pievano monsignor Lucardi) di quei tragici venti mesi che posero fine alla Seconda guerra mondiale.

In caso di maltempo l’iniziativa si svolgerà, con gli stessi orari, nella sala conferenze di palazzo Orgnani-Martina, in via Mistruzzi, 4.


venerdì 12 aprile 2019

La scomparsa di un amico di Venzone




E’ scomparso nei giorni scorsi a Bologna Andrea Emiliani, una delle personalità più significative dalla metà del secolo scorso nel campo della Storia dell’Arte, della Museografia e, più in generale, della cultura storica che ha profondamente riconsiderato il rapporto tra l’opera d’arte e i suoi contesti sociali, con un privilegiato interesse ai problemi della conservazione e della fruizione dell’immenso patrimonio culturale del nostro Paese. Il suo impegno e il suo lavoro hanno avuto meritato riconoscimento con tutta una serie di prestigiosi incarichi e di significative nomine, pur restando la Soprintendenza ai Beni storico-artistici di Bologna e la sua Pinacoteca il fulcro del suo indefesso lavoro di studioso e di operatore culturale.

A lui si deve, nel 1974, la fondazione insieme a Pier Luigi Cervellati e Giovanni Losavio dell’Istituto regionale per i Beni culturali, un organismo che ebbe un ruolo incisivo e, per certi aspetti, determinante nella realizzazione del progetto di ricomposizione del centro storico di Venzone. Vale la pena ricostruire, se pur brevemente, le vicende di questo rapporto tra Bologna e Venzone se non altro perché la memoria storica tende inesorabilmente a illanguidirsi per cui ritengo che compito di un’Associazione come gli “Amici di Venzone” abbia il dovere di mantenerla viva perché possa operare anche nel presente. Sconfortati dalle scelte regionali che scorporavano la problematica della ricomposizione dei centri storici e della salvaguardia, più in generale, dei Beni culturali dalla legislazione sulla ricostruzione in Friuli – stabilendo un’assurda sequenza tra un “prima” e un “dopo” -, mi ricordai di una frase di Andrea Emiliani per cui, a suo giudizio, passava un maggior numero di problematiche culturali sul tavolo del sindaco di un pur piccolo borgo di quante ne passassero sulla scrivania del Direttore Generale del Ministero dei Beni culturali. Tramite Marisa Dalai e altri amici ottenni di essere ricevuto, a nome del Comitato “19 marzo”, presso l’Istituto regionale per i Beni culturali di Bologna, anche nella consapevolezza – non esito ad ammetterlo – di poter trovare un qualche ascolto in un organismo che indubbiamente rappresentava, se pur in pochi anni di attività, un fiore all’occhiello della Sinistra italiana, mentre a Venzone e in Friuli dovevamo subire, anche da parte dei partiti di sinistra, una desolante e rozza chiusura. Rimane viva in me l’emozione di quell’incontro, che non fu certo l’unico, ma che si ripeté in molte altre occasioni perché in quell’Istituto non trovai soltanto ascolto ma, con mio grande stupore, fattiva collaborazione: si stabilì subito un progetto per un intervento finanziario della Regione Emilia-Romagna al fine della ricomposizione della chiesa di S.Giacomo, che conteneva un prezioso ciclo di affreschi di Vitale da Bologna e della sua scuola. Superate non poche difficoltà burocratiche, sopra tutto per merito del Vicepresidente dell’Istituto Angiola Sbaiz, di chiara origine friulana, l’erogazione del finanziamento consentì comunque l’avvio del cantiere di ricomposizione della chiesa. Il X numero del Bollettino dell’AAV fu dedicato interamente a questa riedificazione, inaugurata il 15 maggio del 1982: quanto, a mio giudizio, sarebbe opportuno riprendere in mano quel testo e leggere  - se non altro – quello che scriveva Pier Luigi Cervellati sulla “riconquista di un bene” operata da una cittadinanza aperta con discernimento ai contributi più affidabili della scienza e della tecnica in una più ampia cornice di definite direttrici culturali.

Andrea Emiliani aveva seguito tutte le fasi della ricomposizione di quel bene e aveva intuito come essa avrebbe potuto costituire il paradigma per il ben più complesso cantiere di riedificazione del Duomo di S.Andrea apostolo: per questo fu nominato dall’Arcivescovo di Udine nel Comitato per il ripristino del Duomo di Venzone contribuendo alla stesura di quel “Progetto Culturale” che rimane una pietra miliare nella valutazione delle possibilità di ricomposizione del patrimonio architettonico dopo catastrofe.

Per oltre sessant’anni, l’ingegno e l’opera di Andrea Emiliani hanno profondamente inciso nella vita culturale non solo del nostro Paese ma ben oltre i confini dell’Italia: anche Venzone ha beneficato del suo intervento che non si è semplicemente limitato alla ricomposizione di quella che è tradizionalmente considerata la sua chiesa matrice ma, con maggiore perspicuità scientifica, ha contribuito all’elaborazione di un modello ricostruttivo in grado di recuperare, contro ogni spreco, quella memoria storica che costituisce un carattere imprescindibile di ogni identità. Mi auguro che la AAV trovi le forme più adeguate per esprimere il suo cordoglio e serbare il ricordo di questo amico.


Remo Cacitti

domenica 3 febbraio 2019

Donato Maiaron (08/09/1926 - 02/02/2019)





A Limena, dove risiedeva da qualche decennio, scompare Donato Maiaron alla invidiabile età di 92 anni.

Ritornava di tanto in tanto, durante i mesi estivi, nella natia Venzone, in via Stella, 6 nella sua abitazione.

Emigrante in Francia con la famiglia nella zona di Marsiglia, come narra il fratello Robert nei diari pubblicati nell’ultimo decennio, dovette rientrare in Italia allo scoppio della seconda guerra mondiale.
Fu partigiano della Divisione Osoppo, nel battaglione Prealpi, con il nome di battaglia Leopardo. Al termine della guerra fece parte della polizia di stato. Durante l’alluvione nel Polesine, il mezzo di soccorso su cui navigava si rovesciò. Ne derivarono seri danni alla salute e dovette lasciare il servizio.
Aprì allora uno studio fotografico a Venzone prima in via Stella e poi in via Roma che condusse fino al terremoto del 1976. Nel 1974, per conto della Soprintendenza Regionale documentò Venzone e Gemona.
Le sue foto divenute molto importanti a seguito del terremoto, sono state raccolte dall’ERPAC; sono state pubblicate su molti libri, riviste e giornali. Fu anche pittore estemporaneo e partecipò a diverse mostre in regione. Assessore al turismo durante l’amministrazione Ludovico Querini (1960-1964), aprì a Venzone l’8 settembre 1962 il primo convegno regionale dedicato ai monumenti e opere d’arte.

Presidente della Pro Loco dal 1966 al 1976, promosse mostre, convegni, manifestazioni e spettacoli storico artistici. Testimonianze in Sù Venzon, periodico locale, ciclostilato.
Nell’aprile 1969 venne nominato console del Touring Club Italiano per Venzone. Nell’aprile 1976 riceveva le insegne di Cavaliere della Repubblica.
Portava il numero 12 l’iscrizione alla nostra Associazione, registrata il 27 aprile 1976. Non ha mai ricoperto incarichi sociali ma è sempre stato vicino all’attività associativa.

Ai figli Renato e Alberto, alla moglie Martina, al fratello Robert e famigliari tutti giungano le condoglianze della Presidente con il Consiglio Direttivo.


Venzone, 2 febbraio 2019 
Pietro Bellina, segreteria

lunedì 28 gennaio 2019

Luciana Fadi (26/05/1941 - 28/01/2019)





Si è spenta oggi, dopo lunga malattia, Luciana Fadi Zamolo, socia degli Amici di Venzone dal 1988.

Eletta nel Consiglio Direttivo nel 2006, in qualità di rappresentante dei soci venzonesi, si era dimessa nel 2014 ai primi sintomi della sua infermità, venendo però nominata contemporaneamente socio onorario.

Il suo contributo alla vita dell’Associazione si è palesato non solo nella diuturnità della sua presenza attiva e solerte nel dibattito, ma anche nel concreto sostegno economico in alcuni momenti difficili.

Ai familiari giungano l’espressioni del sincero cordoglio da parte della Presidente e del Consiglio Direttivo.


Venzone 28 gennaio 2019 
Pietro Bellina, segreteria

lunedì 7 gennaio 2019

I borghi belli del FVG per Sappada e per la Montagna Friulana

Anche l'Associazione AMICI DI VENZONE aderisce all'iniziativa, mettendo un certo quantitativo di sue pubblicazioni in vendita a offerta libera con un minimo prefissato.

Il ricavato sarà convogliato nel fondo comune gestito dalla Pro Loco e poi inviato alla Pro Loco di Sappada.

I soci che lo vorranno possono anche versare un contributo personale nel corso delle due giornate.



Grazie per la collaborazione e mandi.

Pietro Bellina, segreteria